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La messa in opera delle ancore a scomparsa FAST-PLANT® è estremamente rapida e semplice!

GUARDA IL  NOSTRO VIDEO  (Collegamento al video per la messa in opera FAST-PLANT®) 

 

RICAPITOLIAMO LE POCHE, SEMPLICI E RAPIDE INFORMAZIONI ED AZIONI PER LA MESSA IN OPERA:

Nella parte posteriore dell’ancora è presente un foro nel quale va inserito l’attrezzo “asta di battuta”,  necessario a far penetrare l’ancora nel terreno


Agganciata l’ancora  all’asta di battuta si  punta il dispositivo sul terreno. Con l’utensile adatto,  (mazza,  martello idraulico,  braccio meccanico, macchina  movimento terra) lo si fa   penetrare fino alla profondità  desiderata

 

 

Una volta infissa l’ancora,  l’asta di battuta viene  sfilata, mediante l’attrezzo  “asta di estrazione”,  che  renderà più agevole l’estrazione dell’asta di  battuta  dal terreno.

 

 

 

 


L’ancora, dopo essere stata introdotta in profondità nel terreno, viene posta in posizione di lavoro, agendo sul tirante, mediante l’attrezzo “gancio di trazione”.
 

 

 

 


Per l’ancora, porsi in posizione di lavoro, significa disporsi in orizzontale (Fig.1), in modo tale che le ali di cui è dotata si oppongano alla forza applicata l tirante.  Nel momento in cui inizia la trazione, l’ancora ruota di 90° disponendosi ortogonalmente ( Fig. 2) alla direzione di tiro, e tale configurazione offre la massima resistenza allo sfilamento.

 

 

 

Ad installazione avvenuta, fuori dal terreno rimane solo l’asola dell’estremità superiore del cavo a cui si andranno a collegare i tiranti dei sistemi che si vorranno ancorare al terreno.

 

 

Nei terreni caratterizzati da una minore dimensione di granuli, il basso angolo di attrito interno dà luogo a un tronco di cono poco inclinato (Figura 1), fino ad arrivare quasi ad un cilindro nelle ceneri (dove l’angolo di attrito tende a 0), con conseguente diminuzione del volume di terreno resistente. Il minor peso di terreno che si oppone allo sfilamento implica una minore resistenza dell’ancoraggio.

cm1        cm2

Al contrario, nei terreni caratterizzati da una maggiore dimensione dei granuli, come sabbie e ghiaie, all’elevato valore dell’angolo di attrito interno corrisponde una superficie laterale del tronco di cono molto inclinata (Figura 2), con conseguente aumento del volume di terreno resistente. Il maggior peso di terreno che si oppone allo sfilamento consente all’ancoraggio una maggiore resistenza alla trazione.

Alla luce di quanto detto, la presenza di litologie sabbiose e ghiaiose compatte permette di ottenere buoni valori di resistenza allo sfilamento anche per ancoraggi messi in opera a basse profondità.
Al contrario, qualora si accerti la presenza di terreni sabbiosi sciolti o terreni di riporto, è necessario aumentare la profondità dell’ancoraggio per ottenere i necessari valori di resistenza.